il Venerdì _ 33

Questo venerdì di metà ottobre ha un profumo insolito, un profumo che a pensarci bene mi ricorda un po’ quello della primavera.

Sarà che negli ultimi giorni, una volta superata la fitta nebbia del mattino, ha preso a splendere un bel sole ed il cielo si è tinto d’un azzurro talmente azzurro che alla fine, ma chissene se siam costretti a continui leva e metti!

Già, perché in queste giornate è tutto un leva la giacca, metti la giacca… leva il golf, metti il golf… una roba che in fondo mi fa sentire attiva, dinamica, quasi come se avessi a che fare col Maestro Miyagi.

Ora che ci penso, fare un bel giro in Giappone non mi dispiacerebbe affatto, ma per il momento tocca star qui, dove a quanto pare, però, l’atmosfera si fa sempre più asiatica.
L’altro giorno, infatti, son venuti due pazienti: marito e moglie un po’ in là con l’età, che frequentano lo studio da anni.
Questa volta era lei a dover far da paziente e così, lui è rimasto fuori ad ammazzare il tempo: camminando su e giù per la sala d’attesa, sfogliando riviste, blaterando qualche parola, fino a quando non si è avvicinato al banco della segreteria ed ha preso un volantino.
L’ha guardato un po’, rimanendo in silenzio, poi ha detto perplesso: Agopuntura…
Ancora uno sguardo al volantino, per poi continuare: Muah… ‘Sti cinesi son da per tutto, ora anche qui!
Silenzio.
Poi però dev’essere andato avanti, perché dopo aver letto il nome della dottoressa ha detto: Ah, ma l’è italiana… E l’ha detto in un misto di stupore e sollievo (quasi avesse scampato l’invasione…), che l’unica cosa che son riuscita a fare è stata correre nello schedario e scoppiare a ridere. Pohero mondo!

Più ci ripenso, oh, più mi convinco che anche quello dev’essere stato un effetto del leva e metti. Un po’ come accade con i colpi di sole, che fan perdere sensi e senno. Del resto aver a che fare con questi sbalzi di temperatura avrà pure qualche effetto collaterale, no?

Ma tutto sommato son cose sopportabili, se ci permettono di godere ancora un po’ di questo sole, che a metà giornata ci stringe in un abbraccio così forte da dar l’idea di non volersene andare più via. E gli abbracci, si sa, da queste parti ci piacciono eccome. Ci piacciono anche quelli che arrivano dalle parole e che si prendono gli altri. Come ieri, quando la signora Ofelia, dopo che la Ele le aveva dedicato tempo e attenzioni, le ha detto a cuore aperto: Sei stata davvero molto carina. Poi l’ha salutata e una volta arrivata sulla porta, è tornata a voltarsi indietro. In gamba, eh! s’è raccomandata e in un sorriso è andata via.

Sebbene mi trovassi a distanza, quell’abbraccio è stato così sincero da riuscire a scaldare anche il mio di cuore, esattamente come aveva fatto il sole poco prima e allora via, mi son detta, avanti, tra strette calorose ed inevitabili leva e metti.

Autore: l_iRe

Segretaria di giorno, di notte scrivo. A trent'anni ho una doppia vita e a tratti ne azzardo una terza, tra amici, sogni, smarrimenti e amore... finché dura.

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