il Venerdì _ 01

Il Natale è alle porte.
A ricordarmelo sono le luci colorate del piccolo albero in sala d’attesa, assieme alla playlist di Spotify, che da qualche giorno non fa altro che rimbalzare da Jingle Bell Rock a Last Christmas. Passando ovviamente da Let It snow! Let It snow! Let It snow!, che a forza di insistere, oh, è andata a finire che la neve è arrivata sul serio.

Per il resto, questo Natale mi sembra ancora un miraggio.
Lontano. A tratti irraggiungibile.
Mi piacerebbe poter dire di sentirlo nell’aria, nel profumo di pungitopo o in quello di un panettone appena uscito dal forno, ma ahimè, il più delle volte la realtà non è affatto all’altezza delle aspettative. E così, il Natale tocca coglierlo nel telefono che squilla senza tregua e nei miei passi svelti, ma così svelti, che se ci penso, quasi quasi l’anno prossimo mi candido come aiutante di Babbo Natale.

Ma ora basta lamentarsi! Ché il lamento, si sa, spegne il cervello, mentre invece il cervello andrebbe tenuto sempre ben acceso, soprattutto in periodi come questo, di temperature sotto zero e sistema immunitario che vacilla.

Tenersi su, ecco cosa bisogna fare.
Lo sa bene Eraldo, che l’altro giorno è passato allo studio per portarci una scatola di cioccolatini. Lo stesso ha fatto la Lia. Tieni chicca, ha detto, ché ne avete bisogno. E io lì, sorridente, a chiedermi, ma si vede così tanto? Chissà se il peso di questi giorni mi si legge più in viso o nei capelli arruffati?

È che la vita va combattuta.
Me l’ha detto l’altro giorno un paziente, e visto l’andazzo, be’, non posso che dargli ragione.
Una lotta continua, a tratti estenuante. Ma non c’è da temere, ché le forze per poterla affrontare ce le abbiamo. Ci sono state date, ha detto lui, e l’ha detto guardando con fiducia all’insù, nell’alto dei cieli, mentre il mio sguardo si andava a rifugiare tra i cioccolatini.

Che dire? Ognuno trova le forze dove crede.
E poco importa se le mie gambe non sono più scattanti come una volta, se gli addominali mi hanno detto addio e son partiti per un viaggio di sola andata. L’animo resiste agli scossoni e le spalle sono belle larghe. Anche se, a forza di combattere a suon di cioccolata, ho come il sospetto che presto il mio sedere farà la stessa fine delle spalle…

Ma del resto, cosa ci posso fare?
La dobbiamo combattere o no ‘sta vita!?

Autore: l_iRe

Segretaria di giorno, di notte scrivo. A trent'anni ho una doppia vita e a tratti ne azzardo una terza, tra amici, sogni, smarrimenti e amore... finché dura.

2 pensieri riguardo “il Venerdì _ 01”

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