il Venerdì _ 35

L’altro giorno, a lavoro, è squillato il telefono.
Driiiiin driiiiiin
E al solito ho afferrato la cornetta al volo – Poliambulatorio buonasera.
Dall’altra parte una voce di donna – Ehm… pronto, buonasera… – il tono di chi ha testa chissà dove – senta, mia figlia l’altro giorno ha messo l’apparecchio. Ora però sente qualcosa di strano. Tipo un gancino che si è staccato… No aspetti, non un gancino, forse un elastico… Saraaaa – grida.
Siiiiii… – si sente in lontananza.
Sono al telefono con il dentista – dice la donna – cos’è che ti è venuto via?! Un elastico?
Da qua non si sente nulla, ma la ragazza deve aver risposto in modo affermativo, perché un attimo dopo la madre torna a rivolgersi a me – Si, un gancino… e allora… ecco, pensavo… non ci sarebbe modo di farla vedere dalla dottoressa?
Senta – le dico osservando l’agenda stracolma di appuntamenti – possiamo vederla ma sul fine serata, tipo alle 19.
Nooooo… – se ne esce la donna.
Mi dispiace – le dico – ma in questo periodo l’agenda della dottoressa è davvero piena e oggi, ahimè, non fa eccezione.
Si ma le 19… no no no… – Ripete sdegnata manco le avessi proposto l’una di notte.

Allora faccio un profondo respiro e guardo l’orologio. Considerato che sono le 14 penso che le 17 potrebbero essere un’ottima via di mezzo, così mi lancio, dando fiducia a chi un tempo sosteneva che in media stat virtus – Che ne dice delle 17?
Ma lei non sembra neanche sentirmi, da quanto è rapida nel rilanciare – Senta ma… – butta lì – venire adesso? No perché così la dottoressa da un occhio a mia figlia, fa quel che c’è da fare e poi torniamo a casa in modo da fare i compiti. Le pare?

Mentre l’ascolto sono così incredula che mi scappa da ridere, ché cara la mia signora, mi creda, se le dicessi quel che mi pare…… ma no, via, meglio se non glielo dico. Però una cosa la penso; la penso eccome, ed è che se va avanti così, se ognuno cioè continua a sentirsi l’ombelico del mondo, io non lo so mica se ce la faccio, eh. Ché con certa gente ci voglion due spalle, ma due spalle… che manco mio fratello che è un armadio le avrà mai due spalle così. Figuriamoci se potrò mai averle io che il massimo dell’attività fisica che faccio ultimamente è salire le scale di corsa al mattino tentando l’impresa di arrivare in orario a lavoro.

Meglio tornare a difendersi, quindi, e a riprender fiato nel modo in cui so farlo meglio: zaino in spalla e cuor leggero, per perdersi chissà dove.

È da un po’ di tempo che non lo faccio. Troppo.

Tanto che mi par davvero giunta l’ora di rimediare e così, mentre penso a quale potrà essere la prossima meta, mi ricordo che in realtà, nei giorni giorni che verranno c’è un altro viaggio che mi aspetta, stavolta da fare in compagnia degli amici e di tutti coloro che vorranno starmi accanto, ripercorrendo i passi che ho fatto l’anno scorso, In fuga con me stessa, e che se le cose dovessero andare per il verso giusto, be’, zitti zitti quei passi potrebbero anche restare impressi nero su bianco insieme ai miei pensieri.

Una roba che detto tra noi, ancora mica ci credo, ma più ci penso più mi viene da dire, però… niente affatto male come boccata d’ossigeno!

https://bookabook.it/libri/in-fuga-con-me-stessa/

Autore: l_iRe

Segretaria di giorno, di notte scrivo. A trent'anni ho una doppia vita e a tratti ne azzardo una terza, tra amici, sogni, smarrimenti e amore... finché dura.

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