il Venerdì _ 40

Al solito, qua dentro, i giorni che precedono il Natale son fatti d’improvvisi mal di denti, salti di nervi e corse contro il tempo.
Già, perché questo è il momento in cui i più realizzano che anche questo anno avrà una fine – ma va? – e guarda un po’, ‘sta fine è ormai alle porte. Così, c’è chi pretende di fare in una manciata di giorni tutto quello che ha rimandato nei precedenti 365.

Da quel che vedo in giro mi par di capire che le cose vanno in questo modo un po’ dappertutto, anche se, va detto, col dentista c’è chi dà il meglio di sé: igiene, otturazioni, magari qualche capsula… insomma, chi più ne ha più ne metta, ché così, dicono, scarico tutte le spese nell’anno.

Un ragionamento che non fa una piega, per carità, se non fosse che gli appuntamenti a disposizione, cari miei, son quelli che sono, avoglia a far pigia pigia in agenda. E allora giù, a far salti mortali, a dar spiegazioni… Solo che alla lunga, tentare di ostacolare ‘sto flusso inarrestabile di richieste last minute non paga mica tanto, sapete, ché arrivi a sera dopo otto ore al computer e ti par d’esser stata una giornata in cantiere e allora non resta che assecondarlo il flusso. In questi giorni, poi, che a tirar su mente e corpo son arrivati in studio pandori, panettoni… noi ne approfittiamo, eh, ché tuffarsi in certi flussi ha il suo bel dispendio di energie.
Così, tra un pezzo di pandoro e uno di panettone, per riprendere fiato, torniamo a tuffarci, splash, assecondando la corrente a cuor leggero, diretti chissà dove, certi solo d’una cosa: la fine dell’anno prima o poi arriverà. E visto il momento, be’, mi sembra giusto dire più prima che poi.

Ma non facciamone una tragedia, eh, ché tanto, un conto alla rovescia, qualche tappo di spumante per aria, e sbam, eccone subito un altro, che stavolta si chiamerà 2020.

2020: un numero che non riesco ancora a capire se mi sta simpatico o no.
Immagino che per scoprirlo dovrò fare come nella canzone: viverlo. Ma se intanto volete un’anticipazione di quel che sarà per voi il nuovo anno, fate come me, ché ieri, a lavoro, in un attimo di pausa e di telefono silente, ho lasciato che la mia attenzione cadesse sulla frase “Le prime tre parole che vedi segneranno il tuo 2020” e senza troppo pensarci mi son tuffata. Si, solo che stavolta mica nell’agenda, bensì in un quadrato di lettere. E così, nell’ordine, son saltate fuori:

Peace
Love
Pizza

…che dire caro il mio 2020?
Alla grande!!

Autore: l_iRe

Segretaria di giorno, di notte scrivo. A trent'anni ho una doppia vita e a tratti ne azzardo una terza, tra amici, sogni, smarrimenti e amore... finché dura.

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