Santa Maria _ Ilha de Sal, 10 febbraio

La domenica, a Santa Maria, a far da sveglia ci sono tamburi e djambe. Sarà che si avvicina il carnevale, che da queste parti sembra coinvolgere davvero tutti e allora, be’, mi par giusto iniziare a suonare sin da oggi, ché davanti a una festa simile, non ci si può mica far trovare impreparati.

Così, mentre la musica avvolge il centro di questa piccola cittadina sul mare, la gente cammina lungo Rua 1 de Junho, sotto un sole che oggi sembra incerto sul da farsi. Se uscir fuori o starsene ancora un po’ dietro alle nuvole, proprio come i ragazzi che ieri han fatto le ore piccole e di cui ancora, in giro, non vi è alcuna traccia.

I bambini, invece, son già per strada. Alcuni si trovano davanti alla Chiesa, che giocano e parlano ad alta voce, insieme a distinte signore in là con l’età. Mentre i caffè son pieni di gente che è pronta ad iniziare una nuova giornata. Ma con calma, eh, ché da queste parti non si corre mai. Non vedo perché lo si dovrebbe far proprio di domenica.

A rallentare, però, non son proprio tutti. Sul porticciolo, infatti, le barche continuano a scaricare pesce, mentre uomini e donne si danno da fare per pulirlo, stiparlo in grandi ceste e poi via, in testa, ché le persone tra poco si metteranno a tavola e a guardarmi introno, oh, di persone ne vedo un bel po’. Tante che mi chiedo, chissà quanto dovranno ancora lavorare per sfamarci tutti?

Già, perché tra quei tutti, oggi, ci siamo anche noi e dato che il tempo a nostra disposizione è ormai agli sgoccioli, ci buttiamo alla cieca su qualcosa di nuovo e ordiniamo cracas e percebes.
Che appena le vedo arrivare, penso, come diavolo farò a mangiare ‘sta riba? Che a vederla, oh, non ti vien mica subito in mente che si possa mangiare. Invece, con qualche istruzione e pinze alla mano, nonostante i pezzi sparati qua e là, siam capaci di ripulire il piatto anche ‘sta volta. Ché anche se è da un po’ che siam lontani da casa, mi sa che siam rimasti gli stessi di sempre.

Da lì a buttare all’aria i nostri piani è un attimo, ché dopo un pranzo così, chi ha voglia di mettersi in macchina? Così ci lanciamo verso Ponta de Sinò, alla ricerca del faro. Non sarà come fare il giro dell’isola, certo, ma del resto è domenica anche per noi. No?

Man mano che ci spingiamo ad Ovest, la spiaggia si fa sempre più deserta. Così vasta che potremmo tirar dritto all’infinito. Intorno, di persone non ce ne sono quasi più e l’unico rumore che si sente è quello delle onde che s’infrangono a riva, assieme a quello immancabile del vento. E mentre il sole inizia la sua discesa, noi siam due puntini insignificanti sulla sabbia. Stesi l’uno accanto all’altro, in silenzio, a guardare chissà dove e a pensare, ma quanto sarà bella la domenica?

Autore: l_iRe

Segretaria di giorno, di notte scrivo. A trent'anni ho una doppia vita e a tratti ne azzardo una terza, tra amici, sogni, smarrimenti e amore... finché dura.

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